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Cosa è il Bossing?

Il Bossing è una variante del largo fenomeno del Mobbing. Esso si caratterizza per il proposito di eliminare una o più persone indesiderate secondo una fredda strategia aziendale volta alla loro riduzione e razionalizzazione, compiuta dall'alto del personale dirigenziale (da qui il termine “boss”) che in maniera sistematica comincia a mettere in atto vari comportamenti per raggiungere la finalità desiderata. Anche se ormai esso è ampiamente diffuso e conosciuto ( si pensi che in Europa il 15% dei lavoratori dichiara di vivere con disagio l’esperienza lavorativa e di aver subito almeno una volta nella loro carriera un episodio di Mobbing o di Bossing ), si tende comunque a sottovalutarlo, ed a identificarlo semplicemente come una temporanea condizione personale di stress e di disagio personale. La pratica del Bossing prende forma e si attua come conseguenza pratica di una strategia aziendale studiata a tavolino, portata avanti con comportamenti simili a se stessi e perfettamente lucidi. Generalmente questa “guerra fredda ai lavoratori” ha l'obiettivo di indurre al licenziamento spontaneo il personale dipendente o una singola persona indesiderata, senza che questi soggetti possano avvalersi delle Leggi a loro favore o del supporto dei sindacati. I motivi sono vari e dipendono da situazioni contestuali sempre differenti. Per esempio, un dipendente che ha fatto carriera troppo in fretta e rischia di salire ai vertici del potere, può suscitare invidia e paura da parte dei suoi colleghi e dei suoi superiori, e secondo la modalità del Bossing, è visto come un ostacolo da eliminare a tutti i costi, ma sempre facendo in modo che sia egli stesso a rinunciare al lavoro, così da evitare qualsiasi tipo di problema. Fortunatamente al giorno d'oggi i lavoratori sono maggiormente tutelati riguardo la questione del licenziamento, soprattutto quando si tratta di personale organizzato in sindacati. Tuttavia, soprattutto in questi tempi di crisi, dove la paura di perdere il proprio posto è alta, i datori di lavoro hanno una maggiore possibilità di esercitare pressioni sui dipendenti. Molte aziende sono costrette a ridurne il numero, e in questi frangenti il Bossing diventa una pura strategia commerciale. Generalmente il personale più colpito da questo fenomeno è quello più anziano, visto come poco adattivo alle dinamiche di espansione aziendale, orientata alla pianificazione a breve termine e supportata dalle filosofie dettate dalla new-economy. Altre vittime appetibili diventano anche quella classe di lavoratori che non accettano passivamente le politiche aziendali. Tra le altre motivazioni troviamo classi dirigenti che prese dall'ansia di fare carriera, distruggono sistematicamente qualsiasi ostacolo, presunto o reale. Il bosser classico non lascia mai la vittima in pace e può agire da solo o con alleati, rendendosi sempre più forte e potente. La sottile tattica persecutoria si esplica in varie modalità, non sempre riconoscibili, soprattutto all'inizio di questa serie di comportamenti vessatori. La persona in questione potrebbe cominciare a ricevere dei rimproveri esagerati, ingiustificati e severi, magari di fronte ad altri colleghi, in modo che si senta maggiormente sminuito, sia sul piano personale che lavorativo. Questi possono trasformarsi in vere e proprie minacce e tentativi di sabotaggio. Il personale superiore per mettere in maggiore difficoltà il soggetto, comincia a non concedere nessun colloquio personale, e si nega sostituendo alla sua presenza figure di intermediazione accuratamente istruite a dovere. Si evidenzia inoltre un incoraggiamento alle dinamiche di conflitto e inimicizie tra i colleghi di lavoro, così da rendere minato anche il terreno dei rapporti interpersonali e di possibile supporto. La vittima, continuamente de-responsabilizzata e non considerata per il suo reale valore diventa agli occhi dei colleghi un lavoratore che non produce, e quindi un peso per l'azienda stessa. Si scatena un meccanismo a domino per cui l’individuo, ormai visto come un costo, venga allontanato e nei casi più gravi, perseguitato all'interno di un ambiente completamente ostile. Altri comportamenti di Bossing si identificano con l'emissione di istruzioni incomplete o addirittura false, così che il lavoratore debba essere costretto a procedere in maniera approssimativa e compensatoria. Tutti questi soprusi si perpetuano nel tempo e in maniera continua, giornaliera e pressante, fino a che si giunge all'isolamento della vittima designata. Il soggetto prova un irreversibile senso di vuoto e di non comprensione del cambio di atteggiamento nei suoi confronti, sentendosi addirittura in colpa, con una conseguente diminuzione dell'autostima.

Sindrome post-traumatica da stress ...

In quasi la totalità dei casi, tali vessazioni causano sintomatologie psicosomatiche anche molto serie, che possono sfociare nella cosiddetta sindrome post-traumatica da stress ( STPS ), patologia che, nei vari stadi, si presenta con disturbi del sonno, aggressività ed irritabilità, disturbi della sessualità, ipocondria, depressione associata ad asocialità e in casi estremi a tendenze suicide. Ovviamente tutta questa frustrazione e sofferenza si ripercuote sulla famiglia, che riuscirà a sostenere la situazione con grande sforzo emotivo.Questi gravi disagi culminano nell'unica soluzione possibile di eliminare la fonte di stress, ovvero il lavoro, e rendono necessario nello stesso tempo un consulto psicologico, dove in base alla gravità del quadro sintomatologico, si dovrà predisporre anche un supporto farmacologico e psicoterapico.

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